
L’IDEA
Il progetto nasce dal confronto culturale tra diverse professionalità nell'ambito del lavoro comunitario con pazienti tossicodipendenti, dove si sono osservati sempre più spesso soggetti con problemi multipli per i quali i trattamenti "tradizionali" risultavano insufficienti.
Si è condivisa la necessità di trovare un luogo dove
attuare un'esperienza terapeutica non parziale e
frammentaria volta a trattare il disturbo prevalente
(tossicodipendenza, disturbo psichiatrico, comportamento
antisociale), ma mirata a comprendere ed affrontare la
complessità dei problema individuale nella sua totalità e
unicità.
PER
CHI E’ PENSATA
La
Comunità Terapeutica è pensata per pazienti che presentano
una variabile sovrapposizione di quadri psicopatologici
complessi: disturbo di personalità, disturbi dell'umore e
disturbo da dipendenza (art. 13, Tip. D, Atto d'intesa
StatoRegioni).
LA
SCELTA DEL NOME
Si
chiama "Passaggio a NordOvest" per evocare una ricerca
difficile in ambiti perigliosi di una "nuova via" per la
comprensione e la cura di una patologia ancora da definire;
nuova frontiera dove si confrontano operatori e pazienti.
IL
LUOGO
La
"Casa" è immersa nella suggestiva collina di Torino nelle
vicinanze della Basilica di Superga, dalla quale lo sguardo
abbraccia l'intera città e l'arco alpino.
Appartiene ad un complesso comprendente anche la C.T. "St.
Pierre" e la Casa Alloggio "il Pellicano", circondato da
ampi spazi verdi, naturale continuità dell'ambiente
comunitario.
La
struttura, indipendente, si sviluppa su due piani ed è in
grado di ospitare 10 residenti di ambo i sessi. t garantito
un buon rispetto dello spazio privato.
Sono disponibili ampi spazi interni ed adiacenti per le
attività, nel rispetto degli svariati setting
terapeuticoriabilitativi, nonché spazi esterni attrezzati.
I collegamenti con la città sono garantiti dai mezzi
pubblici e dagli automezzi di servizio della comunità.
IL
MODELLO
Il
modello teorico di riferimento è quello
multimodale/integrato, con un piano di trattamento
personalizzato e dinamico come risposta alla complessità
psicopatologica dei nostri pazienti.
IL
METODO
il
metodo di intervento integra l'approccio psicodinamico con
quello cognitivocomportamentale e familiare.
E' fondato sulla partecipazione attiva alla vita
comunitaria e alla organizzazione e gestione della casa,
sui colloqui individuali multiprofessionali, sui lavori di
gruppo, sul coinvolgimento familiare e sul lavoro
all'interno dell'équipe operante.
Il nostro tentativo è quello di creare uno spazio di
ascolto senza giudizio, un luogo dove affrontare il mondo
delle emozioni, creare un'area trasformativa transizionale
dove attuare il contenimento delle angosce e, attraverso la
condivisione e il rispecchiamento, riaprire simbolicamente
lo spazio progettuale e la possibilità dei pensare.
Il nostro proposito è di adattare l'intervento al singolo
paziente, modellare le varie culture professionali,
espressione di "storie" diverse, con la cultura dei
paziente, per dare adito ad un'opera di storicizzazione che
tenga conto dei suo personale disagio psichico e
comportamentale, dei suo ambiente, della sua famiglia e
delle sue radici etnoculturali.
Caratteristica della Comunità sarà creare una rete organica
di relazioni trasversali per non cadere in facili
gerarchizzazioni, favorendo l'introiezione di un nuovo
stile di vita e la riarmonizzazione dalla precedente
condizione di frammentarietà, delle dimensioni somatiche,
affettive e comportamentali.
IL
PERCORSO E I SUOI OBBIETTIVI
Il
percorso comunitario si svolge in tre fasi articolate nel
tempo, con limiti definiti ma personalizzati.
Si può effettuare la conclusione dei progetto terapeutico
personalizzato alla fine di ogni fase, in relazione alle
risorse dei paziente e alle richieste dei servizi invianti.
1 Fase di accoglienza diagnostícoterapeutíca (2-3 mesi)
Fase volta all'analisi della domanda alla formulazione o
approfondimento diagnostico e
all'impostazione di un adeguato trattamento farmacologico.
2 Fase dei trattamento (10-12 mesí)
Fase centrale volta ad affrontare i nodi cruciali
patologici della personalità.
3 Fase dei reinserímento (6-9 mesi)
Fase volta alla sperimentazione e verifica delle nuove
capacità relazionali ed adattive acquisite durante i
percorso.
STRUMENTI
Gli
strumenti terapeuticoriabilitativi della Comunità sono
diversificati a seconda delle fasi dei percorso e
consistono in:
• Colloqui individuali multiprofessionali
• Lavoro di gruppo (psicopedagogico, emozionale,
psicoterapeutico), laboratori, seminari, incontri, nelle
loro varie forme e modulati nei tempi dei percorso •
Lavoro con le famiglie, il cui ruolo è da ritenersi
centrale.
•
Organizzazione /Gestione della "Casa", quale attività volta
a migliorare la propria autostima e la capacità di
cooperare per un benessere comune.
• Gestione tempo libero/tempo personale, volta a
facilitare la socializzazione attraverso situazioni
ricreative e piacevoli.
• Partecipazione ad attività coi residenti della
Comunità St. Pierre (cucina, orto/giardino, palestra,
musica, incontri socializzanti).
• Incontri tra le varie figure operanti nella
Comunità, multipli, frequenti e diversificati (riunioni,
discussioni d'équipe, supervisioni).
• Stretta collaborazione con Agenzie invianti,
Strutture di Supporto e Agenzie territoriali. Eventuale
attivazione di borse lavoro.
• lmpostazione e prescrizione terapie
psicofarmacologiche, somministrazione terapie
farmacologiche, e/o metadoniche.
• Eventuale supporto non residenziale durante la fase
di "separazione" dalla comunità.
L’EQUIPE
La
Comunità si avvale di un'équipe multi professionale
composta da: educatori/operatori di comunità, consulenti
professionali (psichiatra, psicologo, infermiere
professionale, supervisore), animatore e un addetto alla
cucina.
E’ presente il medico di base.
I volontari dell'Associazione Famiglie "La
Solidarietà"
svolgono servizio di supporto al programma.
LA
SUPERVISIONE
E’
prevista una supervisione clinica, organizzativa e di
équipe, per offrire validi momenti di accoglienza
emotiva, confronto nella relazione e riorganizzazione quale
sviluppo della capacità di "Apprendere".
LA COMUNITA’
La
Comunità si propone come luogo dove ritrovare il "piacere"
nella vita "normale", nelle relazioni, nella vita attiva,
nel proprio mondo, comprensivo anche dei lato più doloroso
e oscuro.
FORMAZIONE E RICERCA
Consideriamo
la formazione e l'aggiornamento, la collaborazione e il
confronto dei dati con altre realtà dei settore punti
focali della nostra attività.
COME
SI ACCEDE AL PROGETTO COMUNITARIO
Invio
dai Servizi Pubblici (Ser.T / Servizi Psichiatrici Servizi
Sociali)
Segnalazione
dei Servizi dei Privato Sociale (Accoglienza ambulatoriali,
Centri Crisi, Comunità terapeutiche per tossicodipendenti)
e invio da parte dei Servizi pubblici
Richiesta da parte di privati