Il modo più naturale per sottolineare 20 anni di attività del nostro Centro è quello di fermarsi a fare il punto del nostro percorso.
Abbiamo iniziato quando la richiesta d’aiuto proveniva in modo chiaro dai giovani e dalle famiglie, e in generale il tessuto sociale si presentava meno deteriorato e complesso: la proposta di comunità terapeutica classica, fondata sulla risorsa personale e sul gruppo di aiuto, era un percorso lineare e progressivo di cambiamento.
Se nei primi anni il “drug free” sembrava essere la via più affidabile ed efficace rispetto al dilagare delle sostanze, è stato necessario riflettere e proporre a Torino servizi che aderissero alla situazione e alle necessità delle persone dipendenti; così abbiamo aggiunto le proposte di Centro Crisi e di Bassa Soglia notturna per i senza dimora, una bassa soglia “ragionata”, che fosse strumento, terreno fertile, pausa di riflessione e opportunità per l’utente, base per il suo futuro.
Oggi che le persone mostrano quadri psicologici complessi, deterioramento personale e familiare, poliassunzione, il servizio per sua natura è un’elaborazione più articolata, prende avvio dall’integrazione di informazioni, e il più delle volte è un’ipotesi, un tentativo suscettibile di modificazioni da parte degli operatori.
Ci conforta sapere che un po’ tutti gli operatori, pubblici e privati, comincino ad avere un’esperienza forte - ventennale e in alcuni casi anche trentennale - e tale maturità si manifesti proprio nella capacità di integrazione di saperi e competenze talvolta così diversi: nei contatti quotidiani l’esperienza specifica sulla residenzialità diventa il terreno di verifica delle ipotesi diagnostiche, le informazioni e le osservazioni si completano per diventare prezioso materiale di lavoro.
Comunità e Ambulatori, tutti esposti alla complessità, operano vicendevolmente come
consulenti di processo: l’attività non può essere finalizzata esclusivamente all’inserimento comunitario, ma deve puntare principalmente alla ricerca comune, all’esame dei bisogni prioritari e alla soluzione complessivamente più facilitante per la persona.

Le pagine che seguono riassumono le specifiche dei nostri servizi, ma sono un mero strumento orientativo, necessariamente schematico e non possono dar conto di tutto ciò che succede realmente, del fatto che ogni persona, ogni “caso” in mano agli addetti ai lavori, ogni ipotesi di lavoro, già nelle fasi propedeutiche agli interventi residenziali, siano in qualche modo prestazioni specialistiche, al di là delle etichette e delle classificazioni ufficiali.
Oggi e domani la sfida è più che mai riconoscere le risorse professionali in campo e metterle in comune. Un buon lavoro a tutti

gli operatori